Ogni inizio anno è il momento buono per fare un check-up privacy della tua realtà. Ecco 10 punti pratici, con la domanda chiave per ciascuno. Se rispondi "sì" a tutti, sei in una buona posizione. Se rispondi "no" anche solo a uno, hai un'azione concreta da fare.
1. Informativa privacy sul sito
Domanda: sul sito aziendale c'è un'informativa privacy aggiornata, completa, conforme all'art. 13 GDPR?
L'informativa deve contenere:
- Titolare del trattamento e contatti
- Finalità e basi giuridiche
- Categorie di dati trattati
- Destinatari
- Trasferimenti extra-UE
- Periodo di conservazione
- Diritti dell'interessato
Aggiornata significa revisionata negli ultimi 12 mesi.
2. Registro dei trattamenti
Domanda: esiste un registro dei trattamenti (art. 30 GDPR) con ogni tipo di trattamento documentato?
Per attività con volumi anche moderati, il registro è obbligatorio. Deve elencare, per ciascun trattamento:
- Finalità
- Categorie interessati e dati
- Destinatari
- Tempi di conservazione
- Misure di sicurezza
3. Designazione DPO
Domanda: se i tuoi trattamenti lo richiedono, hai designato un DPO (Data Protection Officer)?
Il DPO è obbligatorio se:
- Sei ente pubblico
- Fai trattamenti sistematici su larga scala
- Tratti dati sensibili su larga scala
Per un'agenzia immobiliare media non è obbligatorio, ma per uno studio legale che fa recupero crediti massivo sì.
4. Contratti con i fornitori (art. 28)
Domanda: ogni fornitore che tratta dati per tuo conto (CRM, email marketing, TrovaNumero, ecc.) ha firmato un contratto di trattamento conforme all'art. 28 GDPR?
Il contratto deve specificare:
- Oggetto e durata
- Natura e finalità
- Categorie di dati
- Obblighi del responsabile
- Possibilità di audit
- Destino dei dati a fine contratto
TrovaNumero fornisce un Data Processing Agreement standard su richiesta.
5. Trasferimenti extra-UE
Domanda: se i tuoi fornitori hanno server/sede extra-UE, hai documentato le Clausole Contrattuali Standard (SCC 2021) e il TIA (Transfer Impact Assessment)?
Dopo la sentenza Schrems II, trasferire dati fuori UE senza SCC e TIA è a rischio. I fornitori seri espongono la documentazione. Verifica attivamente.
6. Gestione diritti dell'interessato
Domanda: hai una procedura documentata per rispondere in 30 giorni alle richieste di accesso, rettifica, cancellazione, portabilità, opposizione?
La procedura deve:
- Avere un canale dedicato (email privacy@...)
- Identificare chi prende in carico
- Avere template di risposta pre-approvati
- Tracciare tempi e esiti
7. Verifica RPO
Domanda: prima di ogni campagna di telemarketing verifichi il Registro Pubblico delle Opposizioni?
La verifica è obbligatoria (art. 130 Codice Privacy). Puoi farla via API (se fai volumi) o tramite servizio terzo integrato nel CRM. In ogni caso, prima della chiamata.
8. Formazione del personale
Domanda: chi tratta dati personali (operatori, segretaria, commerciali) è formato sui principi GDPR?
Non serve un corso MBA: serve che ciascuno sappia:
- Cos'è un dato personale
- Cosa fare se riceve una richiesta di cancellazione
- Come segnalare un sospetto data breach
- Cosa evitare (inoltri email a destinatari sbagliati, lista clienti su pennette USB, ecc.)
Un training di 2 ore annuale copre la maggior parte dei casi.
9. Sicurezza tecnica minima
Domanda: i sistemi con cui tratti dati hanno le misure di sicurezza minime previste dall'art. 32 GDPR?
Minimum practice:
- HTTPS su tutti i servizi web
- Password robuste (e gestore password aziendale)
- 2FA sulle piattaforme critiche
- Backup criptati
- Aggiornamenti sistema operativo regolari
- Antivirus professionale
- Accessi segregati (solo chi ha bisogno accede ai dati)
10. Incident response
Domanda: in caso di data breach, sai cosa fare nelle prime 72 ore?
Il GDPR (art. 33) impone notifica al Garante entro 72 ore dalla scoperta. Devi sapere:
- Chi è il referente (titolare o DPO)
- Come inviare la notifica al Garante (portale online)
- Come notificare agli interessati se il rischio è alto
- Come documentare l'incidente per audit futuri
Avere un piano scritto (anche una pagina) è molto meglio che improvvisare sotto pressione.
Risultati del check
- 10/10: sei solido. Passa la checklist al DPO (se l'hai) per validazione formale.
- 7-9/10: colma i buchi entro 3 mesi. Prioritizza contratti fornitori e verifica RPO.
- 4-6/10: hai lavoro serio da fare. Considera un assessment esterno.
- Meno di 4: rischio elevato. Ferma le campagne massive e risolvi i basici prima di ripartire.
Conclusione
La compliance non è un onere: è un'igiene che ti permette di lavorare più velocemente nel lungo periodo. Le aziende serie si riconoscono dal modo in cui trattano i dati di chi si fida di loro. I prossimi controlli del Garante premieranno chi si è organizzato.


